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Resoconto di viaggio: Dettagli
Titolo:
Tipo Viaggio: Incoming
 
Tipologia: Individuale
Partenza da:  
Continente: Europa
Paese: Italia
Regione: Veneto
Provincia: Padova
Località: Noventa Padovana
 
Destinazione:
Continente: Europa
Paese: Italia
Regione: Veneto
Provincia: Padova
Località: Noventa Padovana
Durata e sistemazione:
Giorni: 0 Notti: 0 Categoria: Trattamento:
 Il viaggio comprendeva:
Guida Locale
Ingressi Musei
Descrizione Resoconto:
VILLA VALMARANA – NOVENTA PADOVANA

Sono fortunata, sono decisamente fortunata! Vivo in un territorio davvero stupendo!

L’altra sera il Comune di Noventa Padovana ha organizzato una visita guidata a due delle varie ville venete sparse nel nostro territorio comunale (e non è poco…!): Villa Valmarana e Villa Todeschini.

Villa Valmarana (di Villa Todeschini parlerò in un altro report) nasce già nel ,200, come antico maniero o castello di caccia dove Federico II ci soggiornò con la moglie. Poi il palazzo passò di mano agli Scovegni, ai Carrara, fino ad arrivare alle nobili famiglie veneziane dei Calergi Vendramin e Valmarana.

All’epoca, il corso del fiume Brenta era diverso e arrivava fino al retro della villa, da cui arrivavano le barche con gli approvvigionamenti e le merci. Noventa non era il paese come lo vediamo e viviamo oggi, ma era una distesa di boschi, e i nobili si allietavano andando a caccia.

Con l’arrivo degli Austriaci, il corso del fiume venne deviato ed allontanato dalla villa e da Noventa in genere, spostandolo più a nord.

Gli ultimi proprietari furono i conti Valmarana, il cui nome della villa li ricorda: la contessa Elena Calergi Vendramin sposò il conte Valmarana e qui vi trascorsero delle estati.

Quando la contessa rimase vedova, ereditate le ricchezze, decise di utilizzare i beni della famiglia per la fondazione che lei stessa creò, in favore delle ragazze sordomute, per dare loro un’istruzione ed una possibilità di futuro. Pensate che questa fondazione rimase attiva fino ad alcuni decenni fa (io me la ricordo da ragazzina).

Dal punto di vista artistico, è una dimora spettacolare: fu affrescata al primo piano da Andrea Urbani (…operò anche nel Palazzo d’Inverno di Strasburgo…!!), un vero outsider per l’epoca.

Dal punto di vista architettonico questa esula un po’ dal modello di villa veneta a cui siamo abituati: la sua facciata infatti non è dritta, ma ha due moduli laterali che sporgono in avanti e non è usuale per la classica villa veneta (probabilmente dovuto ai vari ‘rimaneggiamenti’ del maniero iniziale).

La definirei un gioiello incastonato in una cornice preziosa come è il paese di Noventa Padovana.




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LISA CORTIVO
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