e se a prendersela con le OTA sono gli agenti di viaggio?
 
 
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Ora sono gli addetti ai lavori che si scatenano contro le OTA
2020-04-13

Forse, per la nostra indole pacifica, avremmo fatto passare Pasquetta; sta di fatto che già ieri, 13 aprile, nei vari Social spopolava un post abbastanza acceso, replicato da molti addetti ai lavori, su Booking e sulle Ota, rafforzato anche da una puntata di Report di qualche mese fa : questo il testo:

"Prenoti con Booking? Arricchisci l’Olanda e sottrai risorse all’economia locale.
Da oggi in poi non prenotare le tue vacanze su portali OTA (Booking, trivago, expedia, airbnb, ecc...) ma prenotale direttamente in agenzia di viaggi ! Non lasciamo che i nostri soldi vadano fuori dal PIL italiano! ! !
Ai Colossi OTA, facciamogli pagare cara la nostra bellezza ! !
In termini tecnici, si tratta di Online Travel Agencies (OTA). I cui sistemi di prenotazione possono basarsi su due modelli. Il primo è quello che prevede che la OTA rappresenti un intermediario tra un hotel e un cliente. La piattaforma pubblica perciò sul proprio sito le offerte, fungendo da “vetrina”. E quando una camera viene prenotata, chiede una commissione all’esercente. Di norma tra il 18 ed il 25%.
DICIAMO BASTA! ! !" 

a cui ognuno aggiunge l'hastag che più gli aggrada: 
#sosteniamolitalia   #nonsmetteremodiviaggiare etc. 

Pur essendo pro-agenzia, ci spiace che si scatenino senza aver fatto le necessarie analisi. Però sappiamo bene il potere (spesso esagerato e incontrollato)  rappresentato dai Social. Come scritto anche nel post condiviso da molti, OTA o OLTA come vengono chiamate, è l'acronimo di ONLINE TRAVEL AGENCY: sono "agenzie di viaggio" e sono in regola per esercitare. Parliamo quindi di attività che hanno fatto una scelta diversa da chi in questo momento si lamenta; iinvece che vedere il web come un nemico, hanno deciso di cavalcarlo. Si sono dotate (hanno investito) in tecnologia e sul posizionamento nel web. Sono stati bravi e alcuni anche furbi. Expedia funziona soprattutto con con contratti stipulati con alberghi o catene mentre Booking ha deciso di dare la possibilità all'albergatore o ai direttori degli stessi di caricare autonomamente le camere e di applicare i loro prezzi (dai quali, come è legittimo, ottengono delle commissioni). Per la loro posizione sono riusciti a far accettare anche condizioni che sarebbero state inimmaginabili anni fa;  solo con un "impegno vuoto pieno" si potrà aspirare a trattamenti migliori. Non ci sono però comportamenti scorretti; sono le regole del mercato dettate appunto dal posizionamento di ogni attore e dalla capacità di generare volumi. Per anni gli albergatori hanno visto e percepito gli agenti di viaggio come quelli che vanno a chiedere le camere nelle 2 settimane di agosto. Perchè quindi dovremmo prendercela? E' la triste realtà. Gli stessi agenti di viaggio sono passati a vendere il prodotto Europa (compresa l'Italia) affidandosi a OTA più o meno dedicate (B2B o B2B ma anche B2C) invece che agli storici Tour Operator, quelli che, per capirsi, selezionavano gli alberghi. Quel valore aggiunto straordinario è stato soppiantato da "ti proponiamo 1 milione di hotel". Oggi non ce la possiamo prendere se loro sono riconosciuti come strumento performante per la vendita. Eppoi, siamo sinceri, quella commissione che viene pubblicizzata, spesso serve anche a pagare una parte della filiera, e cioè gli agenti di viaggio stessi, quelli che ieri, oggi e domani si arrabbieranno. Noi siamo convinti che non si potrà transigere dalle OTA, nemmeno per il futuro. Siamo invece assolutamente d'accordo sul lamentarsi del post, in merito al discorso Tasse. Devono pagare il giusto. Troppo facile se non devi pagare "quella voce" che per noi pesa tantissimo. A dirla tutta, in Italia ci sono realtà che, sempre per la loro posizione hanno benefici rispetto ad altri competitor: San Marino,qualche provincia che "giustamente" ha beneficiato di sostegno per il "dopo terremoto", etc.) Sta di fatto che se non le pagano la cosa non dipende da noi: è lo Stato che deve tuterlare i propri interessi; che sono poi anche i nostri. Però lo stesso problema lo abbbiamo anche con gli abusivi anche qui, non sta a noi). Quindi, va bene lamentare una situazione di malessere ma quello che dobbiamo fare noi è creare una alternativa credibile. Non potremo mai avere la forza economica dei vari booking, di Expedia e quant'altro ma possiamo avere la forza dell'essere credibili perchè siamo"attivi", andiamo a cercarci i fornitori (e anche i clienti, diciamo noi), li selezioniamo e scegliamo quello che è più linea con la nostra azienda (Lusso o fascia media, famiglie o cluster specifici). Questo le OTA non sono in grado di farlo. In merito alla reputazione? Diverse OTA hanno, dapprima, utilizzato Tripadvisor per essere credibili; poi, lo stesso Tripadvisor, cresciuto attraverso i "payperclick" ha deciso di diventare lui stesso una OTA e l'ha fatto utilizzando i report di milioni di "recensori"; non importava molto se credibili o meno, nel web servono i volumi e tanto, le loro regole li tengono fuori da rischi di diffamazione: era un strategia e a funzionato. Oggi sanno che devono rafforzare i controlli perchè stanno perdendo moltissimo. Dobbiamo riconoscere che, nel frattempo, si sono rivelati più bravi, e più furbi, delle altre OTA: hanno acquistato tecnologie concorrenti e costruito THE FORK: un sito dove non prenoti gli hotel ma i ristoranti (pensate a quanti sono) . Da dove era chiaro che rappresentava un ottimo mercato? Qualcuno ha seguito la storia di Groupon? Fate una analisi sul vostro territorio guardando sul loro sito e poi,conoscendone qualcuno, ci dite quanti di voi si aspetterebbe che un ristorante accetti di ridurre il valore del proprio menù degustazione e di riconoscere una sostanziosa commissione a chi gli porta gente? Quante volte avete pensato di chiedere una commissione a un ristorante per portargli 2 persone? Sta di fatto che vi invitiamo davvero a guardare dentro ogni singolo caso tra quelli che sono della vostra zona...noi c'abbiamo provato con qualcuno degli agenti di viaggio che conoscono il territorio: ci hanno confessato che i prezzi non erano propriamente quelli che venivano presentati come ufficiali ma è strategia e se la gente sceglie vuol dire che è vincente. Aggiungiamo che spesso la disponibilitò riguardava giornate di bassa affluenza e che ci sono stati clienti che si sono sentiti di serie B ma anche questa è una scelta del ristoratore. Forse aveva capito che non si trattava di clienti fidelizzati. Certo, se vengo a mangiare un menù a 25€ non puoi pensare che domani verrò a rimangiarlo a 40€ perché non dai più i coupon. l a cosa peggiore è stata lo scoprire che i coupon li prendeva anche quel cliente che sino a ieri accettava di pagare 40€...Tutto questo per dire che "noi dobbiamo fare qualcosa di diverso": Per noi al primo posto c'è il cliente, la sua soddisfazione. Dobbiamo farlo percepire assolutamente. e, non ultimo, far capire all'albergatore, al ristoratore, che siamo in grado di "indirizzare le vendite". Dobbiamo "conoscere quello che vendiamo", se parliamo di Italia, del nostro territorio, beh, diventa più facile dimostrare che l'abbiamo visto. Mettiamo in  rete le nostre competenze, sia che si tratti di outgoing (guardate che belli gli ultimi report) e soprattutto intercettiamo il nostro territorio. Nel mettere in rete (1), ma soprattutto nel Fare Rete (2) c'è/ci sarà il nostro futuro. Turismoinrete, ai propri partner dice: "Per il punto 1: create emozioni con i vostri report, parlate con gli esercizi che avete individuato e con cui volete lavorare e studiate con loro dei benefit; qualcosa che vada più in là della miglior quotazione, raccontate di relazioni preferenziali, costruite pacchetti che si sganciano dal solo costo della room night e facciamolo sapere inserendoli nella nostra piattaforma. Per il punto 2: "Fare Rete significa che io agente di viaggio che sono nel progetto, prenderò spunto dalla proposta del mio collega, a sua volta inserito nel progetto, e scegliero di dare preferenza alla proposta del suo pacchetto, gli chiederò consigli (che sapranno fare la differenza); potrei chiedere di avere la sua assistenza per i clienti a cui tengo maggiormente o che so che la sapranno "valorizzare".  Il collega a cui mi sono rivolto, quando dovrà programmare, a sua volta, sarà doppiamente stimolato a scegliere le proposte di chi si è già affidato a lui. Sapete che cosa ci piace immaginare: "una sfida su chi tratta meglio il cliente dell'altro". Abbiamo parlato degli agenti di viaggio...e tutti gli altri professionisti? Sono le "perle" da aggiungere al collier che offriremo al nostro cliente: dobbiamo riuscire a far capire che valore ha il farsi venire a prendere da questo NCC rispetto a un altro; dobbiamo spiegare il valore aggiunto rappresentato da questa o quest'altra guida. Volete un interprete/traduttore? Bene, ci stiamo organizzando anche per quelli.
Per arrivare a questo dobbiamo però sapere quali sono, poterne conoscere le competenze, le peculiarità al fine da realizzare il "pacchetto perfetto". Questo è Turismoinrete: quindi non è un portale ma un vero e proprio metodo di lavoro. 
 
   
 
 
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