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Istituzioni, consulenti, tutti a parlare di Reputazione online
2017-03-18

Oggi parla/scrive il nostro GM: "Chissà quelli a cui, a fine 2008 e ai primi del 2009, raccontavo di Turismoinrete e non lo capivano, se oggi si sono ricreduti. Difficile che certe persone ammettano la loro ignoranza ma io non li giudicherei, tutti possono sbagliare o metterci un pochino di più. Io stesso ho sbagliato più volte ma soprattutto sul credere alle persone. Sta di fatto che alcuni mi dicevano che non ci credevano, altri che se lo sarebbero fatti loro ...Beh, è ineccepibile che hanno visto lungo perchè noi siamo ancora qua "a faticare" mentre alcuni hanno anche fatto i soldi (non si sa come visto che gli agenti di viaggio, se mai possibile, sono messi peggio di prima). Comunque per arrivare a farlo comprendere siamo forse, finalmente, aiutati. Prima di tutto dal fatto che in termini di Recensioni si comincia a gridare a gran vocie: ci vuole trasparenza. Sta di fatto che per quel che riguarda il giusto stimolo nel darsi da fare è emerso anche in un recente, importante convegno: una delle nuove professioni sarà la Gestione della Reputazione. Mio rammarico principale, dopo essermi tanto speso? Beh, sarebbe stato doppiamente di mio interesse: se le aziende che conosco, che ho rappresentato e rappresento, avessero visto lungo non sarebbero ancora lì a dipendere da Tripadvisor ma si sarebbero fatti il loro sistema di reputazione. In quegli anni, quel sito, era ancora parzialmente in inglese e comunque traduceva report di altre lingue perchè pescavano dalle recensioni internazionali. Qual'era la differenza sostanziale? Che noi avremmo chiesto agli addetti ai lavori di farsi carico di quella funzione; avremmo reso più credibili sia le recension che gli stessi operatori. Pensate, 8 anni, in cui "con metodo", tutti raccontavano le loro esperienze. Pensate solo agli eductour (viaggi formativi per addetti ai lavori) con 10/20 invitati, in alcuni casi anche 150  che testavano una destinazione o una struttura. Che reputazione avrebbero costruito? Ahimè, gli addetti ai lavori,  li vedo tutti i giorni dentro hotel, in ristoranti (all'estero ma soprattutto, ovviamente in Italia) a scattare foto, a geolocalizzarsi con FB o con Google: quelli che domani (ma già oggi per molti) gli vendono (si perchè quelli le vendono, eh?) le campagne sui Social. Capite l'incongruenza: noi paghiamo quando ci dicono che la gestione della reputazione potrebbero pagarla a noi! E' recente anche un articolo di un portale nato per dare consulenza agli albergatori sul webmarketing, che recepisce il messaggio del disintermediare anche sulla validità dello stesso in termini di reputazione. E sapete da chi arriva lo studio e quindi il dato presentato? Da una società che sino a ieri vendeva la reputazione delle strutture proprio alle OLTA e che ora sembra vogliano scavalcare. Come sempre ci si costruisce una propria reputazione e poi si vede dove si può svoltare per "guadagnare ancora". Per carità, niente di più legittimo...ognuno ha le sue strategie. Trip ha dato nel passato grande spazio a proloco ed Enti che hanno impreziosito il sito di contenuti e ha scelto il payperclick come sistema di remunerazione...oggi, dopo che ha raggiunto una sufficiente diffusione si propone ufficialmente come una OLTA. Booking.com è partito dal dare una commissione minimo a tutti i siti più visitati al mondo per ogni vendita che arrivata attraverso di loro e oggi, individuando un potenziale negli agenti di viaggio (potenziale di cui non sono consapevoli nemmeno loro) arrivano a proporsi nelle agenzie. Davvero non vorrei che si percepisse queste mie affermazioni come delle critiche ma semmai come il percepire nel settore grande confusione e nel mio voler ribadire quanto la figura del professionista possa essere ancora strategica. Di certo c'è bisogno di una inversione di tendenza, c'è bisogno di "riposizionarsi" e questo passa attraverso la formazione. Turismoinrete però insiste sul formare le persone a fare bene, prima di tutto, il proprio lavoro. Quando ci dicono o dichiarano: "ma noi seguendo le indicazion di Tripadvisor ci siamo trovati sempre bene". Beh cos'altro ti aspetteresti di trovare? Se vai a dormire in un albergo, è il minimo che ti aspetteresti, no? Se vai in un ristorante c'è da immaginare che questi ti diano dei piatti insipidi o che ti trattino male. Quale potrebbe essere il dato statistico? Stiamo parlando di attività commerciali che hanno 3 interessi: soddisfarti, ritrovarti tra i loro clienti e che tu possa parlare bene di loro. Che altra logica ci sarebbe? Forse il sito di recensioni si adatterebbe di più a Arbnb, a BlaBlacar o a quelli che ti fanno da mangiare a casa loro: è da chi non ti aspetti un servizio che vale la pena avere un giudizio (che bella rima, eh?). A questo punto mi torna alla mente un messaggio che abbiamo da subito lanciato con Turismoinrete: In questa agenzia non abbiamo alcun interesse nel proporti qualcosa che non ti soddisfi. Questo spot è valido per ogni attività del Turismo (e non solo) ed è quasi banale: ma sembra che in molti ancora non la capiscano.
 
   
 
 
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